ASSUNZIONI URGENTI A TEMPO DETERMINATO FINO AL PERDURARE DELL’EMERGENZA COVID-19 NEL PROFILO DI: – FUNZIONARIO DIRETTIVO SOCIO SANITARIO (INFERMIERE PROFESSIONALE) CAT. D – COLLABORATORE SOCIO-SANITARIO (ADDETTO AI SERVIZI TUTELARI) CAT. B

Assunzioni urgenti a tempo determinato fino al perdurare dell’Emergenza COVID-19 nel profilo di: Funzionario direttivo (Farmacista) CAT D, Funzionario Direttivo Socio Sanitario (Infermiere Professionale ) CAT. D, Collaboratore Socio Sanitario (Addetto ai Servizi Tutelari) CAT. B

Si informa che il Comune di Trieste, per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha necessità di assumere personale a tempo determinato, per la durata di sei mesi eventualmente prorogabili, nei profili sopra indicati, da assegnare alle strutture socio sanitarie.

  • Per l’assunzione nel profilo di Funzionario Direttivo Socio Sanitario (Infermiere Professionale) è richiesta l’iscrizione all’Albo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche.
  • Per l’assunzione nel profilo di Collaboratore Socio Sanitario (Addetto ai Servizi Tutelari) è richiesto il possesso dell’attestato di qualifica professionale di Operatore Socio-Sanitario (OSS).
Il presente avviso sostituisce quello precedentemente pubblicato.

L’OSS E IL PAZIENTE RADIOATTIVO

La presenza di operatori socio sanitari (oss/osss) all’interno di una unita’ operativa complessa di medicina nucleare o in divisioni diverse dove siano presenti pazienti che sono stati sottoposti ad indagini con somministrazione di radioisotopi (pet-scintigrafie -datscan ecc …) Impone ai responsabili di tali servizi e/o divisioni, la necessita’ di fornire elementi e informazioni utili affinche’ l’operatore non venga esposto alle radiazioni emesse dal paziente o dai suoi escreti.

Nel corso di tali indagini infatti, non e’la macchina ad emettere radiazioni, ma lo stesso paziente/utente che proprio per la peculiarita’ del lavoro svolto dall’oss, se non e’in grado di svolgere le sue normali attivita’ di vita (lavarsi, mobilizzarsi, nutrirsi ecc …), necessita di tutto il sostegno ed aiuto dell’operatore che si sostituisce a lui nel quotidiano impegno lavorativo.

E’dunque necessario attuare precauzioni che tutelino l’operatore che si trova a dover gestire tali attivita’.

A tal proposito occorre distinguere l’oss che opera in una u.o.c.di medicina nucleare, da quello che opera in divisioni diverse dove il paziente si trova in regime di ricovero, soprattutto quello alllettato.

Infatti, mentre il primo e’provvisto di dosimetro e sottoposto ai controlli medici previsti dalla normativa, il secondo spesso non sa neppure le regole di base per gestire il paziente radioattivo.

Di seguito sara’riportato uno schema utile a tale scopo cosicche’ si possa avere un quadro piu’ chiaro di come debba procedere nell’espletamento delle proprie attivita’ tale figura.

 

 

OSS/OSSS DI MEDICINA NUCLEARE OSS/OSSS DIVISIONE
Limitare il tempo di esposizione Idem
Aumentare la distanza dal paziente e/o dai suoi escreati Idem
Le urine e/o gli escreati convogliano direttamente dai bagni (zona calda) direttamente in vasche di raccolta Le urine e gli escreati vanno raccolti in contenitori tenuti lontano dagli altri, da chiudere e smaltire dopo 24 h
Indossare DPI di protezione adeguati al tipo di radiazioni Gestire il paziente avendo cura di indossare i DPI così da evitare che possa essere contaminata la divisa abituale
In caso di contaminazione, lavare attentamente e a lungo le mani con acqua e sapone Idem
Accanto al letto del paziente porre un contenitore per rifiuti speciali da utilizzare per smaltire eventuali fazzoletti, stoviglie monouso, medicazioni, sacche delle urine, deflussori, materiali che sono stati a contatto con il paziente
E’ buona regola utilizzare padelle e/o storte contrassegnandole (es. bollino rosso adesivo) che verranno poste lontano dalle altre in uso
Eventuali medicazioni vanno rimosse manipolando il materiale con pinze a manico
Il trasporto del paziente dalla U.O.C. di Medicina Nucleare al reparto di provenienza, va eseguito dall’operatore che avrà cura di mantenere la distanza di un metro specie in ascensore
I parenti del paziente vanno informati sul comportamento da tenere durante l’orario delle visite.

Va vietato l’ingresso alle donne in stato di gravidanza e ai bambini

Sarebbe auspicabile porre il paziente in camera singola o comunque ad una distanza da altro paziente di almeno due metri

 

 

Le precauzioni descritte non devono indurre a facili allarmismi poiché conoscere le corrette procedure si trasforma in comportamenti corretti e rischi nulli sia per l’operatore che per il paziente/utente.

Alla base di ogni gesto deve esserci, sempre, il riconoscere la dignità di chi ci viene affidato affinchè non si senta un pericolo per gli altri e per se stesso.

 

Articolo scritto dalla Dott.ssa Sardella

OSS e la gestione della stomia

La corretta gestione della stomia, ha come scopo principale prevenire il distacco precoce del presidio e la prevenzione di eventuali complicanze quali arrossamenti, bruciore, prurito e dolore .Quindi non servono materiali sterili per la pulizia.

Igiene della stomia

Per l’igiene della cute peristomale si utilizza: l’acqua e i saponi neutri, da utilizzare con spugne o panni morbidi, asciugando la parte sempre con panni morbidi.

E’ tassativamente sconsigliato utilizzare sostanze come etere, alcool, amuchina, acqua ossigenata o altri disinfettanti per possibili irritazioni e lesioni a carico della pelle e dello stoma.

In commercio possono trovarsi due tipi di sistemi:

– Sistema a due pezzi: costituito da una placca ed una sacca,

-Sistema monopezzo, costituito da placca e sacca in un unico elemento.

Tempi per le sostituzioni

  • Colonstomia
  • sistema a due pezzi con fondo chiuso: cambio placca ogni 3 giorni, cambio sacca 1 o 2 volte al giorno a secondo anche della situazione generale del paziente;
  • sistema monopezzo con fondo chiuso: cambio sacca 1 o 2 volte al giorno a secondo anche della situazione generale del paziente;
  • Ileostomia
  • sistema due pezzi con fondo aperto: cambio della placca ogni 2 giorni, cambio della sacca una o 2 volte al giorno a secondo anche della situazione generale del paziente;
  • sistema monopezzo con fondo aperto: cambio della sacca una o 2 volte al giorno a secondo anche della situazione generale del

Cambio della sacca di colonstomia (scopo)

Lo scopo e le finalità sono quelle di assicurare il benessere il comfort alla persona, mantenere integra la mucosa dello stoma e la cute peristomale, permettere una buona adesione del sistema di raccolta, assicurare le cure igieniche all’ano artificiale e informare ed istruire il paziente.

Materiale occorrente per il cambio del presidio:

  • paravento, se necessario;
  • sul carrello debitamente sanificato, una brocca con acqua tiepida;
  • guanti monouso non sterili;
  • teli di protezione;
  • spugne monouso per la toilette;
  • garze in tessuto non tessuto;
  • contenitore per l’acqua;
  • contenitore rifiuti;
  • nuova sacca;
  • forbici apposite per taglio a curva;
  • telini

Preparazione dell’ambiente:

  • informare la persona;
  • posizionare confortevolmente la persona con un telo di protezione sotto la sacca;
  • fare partecipare la

L’OSS può eseguire questa manovra su stretta indicazione infermieristica in caso di:

  • resezione intestinale definitiva;
  • messa a riposo temporanea di una porzione intestinale;

In caso necessiti di una medicazione sterile o avanzata, la prestazione è di competenza infermieristica.

Tecnica di esecuzione:

  • Informare il paziente riguardo la procedura;
  • Lavarsi le mani;
  • Indossare guanti;
  • Sistemare il paziente in una posizione il più confortevole possibile con un telo di protezione sotto la sacca;
  • Scollegare la sacca dal bordo superiore per evitare perdite di materiale fecale;
  • Osservare se vi sono eventuali scariche;
  • Mettere la sacca usata nel contenitore porta rifiuti;
  • Togliere il materiale fecale fuoriuscito con delle garze asciutte;
  • Lavare accuratamente la stomia con l’acqua tiepida, dalla zona più pulita a quella più sporca;

  • Asciugare tamponando delicatamente con garze;
  • Evitare di utilizzare altri prodotti oltre l’acqua, se non su stretta indicazone medico-infermieristica e non strofinare la parte evitando di irritare inutilmente la stomia;
  • Esaminare lo stato della cute e della mucosa, in caso di alterazioni avvisare l’infermiere.

Misurazione della placca:

  • Dopo aver eseguito la pulizia della stomia, con il misuratore apposito, rilevare il diametro della stomia e tracciare sulla carta che ricopre il lato adesivo della placca un cerchio di diametro corrispondente alla misura rilevata;
  • Ritagliare sulla placca un foro leggermente più grande (1-2mm) del cerchio tracciato;
  • Sistemare la placca nell’orifizio;
  • Assicurarsi che l’adesivo abbia fatto presa;
  • Riordinare il materiale e l’unità abitativa del paziente;
  • Arieggiare la stanza.

Autore: GIUSEPPE SAPONE COORDINATORE INFERMIERISTICO, STOMATERAPISTA:

Coordinatore Infermieristico, responsabile dell’ambulatorio di chirurgia GOM (GRANDE OSPEDALE METROPOLITANO) di REGGIO CALABRIA.

Socio AISTOM per la REGIONE CALABRIA ,ESPERTO e RESPONSABILE dell’AMBULATORIO PER PAZIENTI STOMIZZATI DELLA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA.

L’Operatore Socio-Sanitario, e con formazione complementare, in Centrale di Sterilizzazione.

L’OSS è l’operatore che in seguito all’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, secondo quanto dettato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, provvedimento del 22 febbraio 2001,art.6, e precisamente nelle “competenze” riportate nell’allegato B, svolge per quanto riguarda l’aspetto relativo alla Centrale di Sterilizzazione, alcune attività di “preparazione” al processo di sterilizzazione.

Viene specificato, infatti, che l’OSS “sa curare il lavaggio, l’asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzare”.

Nel 2003, con l’Accordo tra il Ministero della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, per la disciplina della formazione complementare in assistenza sanitaria della figura professionale dell’OSS, “è stata approvata la figura dell’Operatore Socio Sanitario specializzato o piu’ propriamente l’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria (OSSS)”.

Entrando nello specifico della “Sterilizzazione”, bisogna ricordare che tutto il processo, inteso dalla decontaminazione allo stoccaggio dei materiali sterili, è un argomento complesso, per la normativa in materia, l’eterogeneità dei prodotti, la tipologia delle apparecchiature impiegate e non ultimo il livello di conoscenze degli operatori dedicati.

La qualità del processo di sterilizzazione rappresenta una delle armi più efficaci nella prevenzione di agenti causa di malattie infettive in ambito assistenziale e per questo motivo è necessario che le diverse fasi di trattamento dei dispositivi medici da riprocessare siano effettuate in maniera corretta e precisa.

Essendo il processo di sterilizzazione una forma di assistenza “indiretta” al paziente, l’Infermiere si “avvale” della collaborazione dell’operatore di supporto (OSS), agendo insieme e/o trasferendogli l’attuazione di intervento, senza parteciparvi di persona, ma mantenendo la responsabilità del risultato del processo.

Il termine che maggiormente  esprime il processo di trasferimento di un’azione pianificata all’operatore di supporto è “attribuzione”; cioè assegnazione, riconoscimento, fondato su un giudizio, di ciascuna delle mansioni, funzioni o doveri propri di un ufficio, che proviene da un documento scritto o da una norma.

Sostanzialmente, gli strumenti che gli operatori sono tenuti a conoscere, utilizzare ed applicare, sono rappresentati, nella realtà sanitaria, e quindi nella Centrale di Sterilizzazione che in essa si colloca, da:

  • linee guida
  • procedure e protocolli
  • job description
  • istruzioni operative

Nella Centrale di Sterilizzazione, l’OSS, sulla base degli strumenti sopra descritti, attraverso l’esistenza di una prescrizione infermieristica e di una valutazione del contesto operativo, ha una sua “attribuzione”.

Le attribuzioni nelle aree, in cui gli OSS operano, si suddividono come segue:

◊ Accettazione del materiale in arrivo in Centrale di Sterilizzazione.

◊ Identificazione dei containers e del loro contenuto.

◊ Compilazione schede di accettazione (informatizzate o manuali).

◊ Movimentazione del materiale da riprocessare.

◊ Smontaggio dello strumentario articolato.

◊ Pulizia dei dispositivi medici utilizzando:

   → Metodo manuale (ove richiesto dal produttore del dispositivo).

   → Lavatermodisinfettori.

   → Lavaggio ad ultrasuoni (es.:strumenti di microchirurgia)

 ◊ Per tutti i dispositivi medici non immergibili, detersione manuale e asciugatura.

◊ Scarico materiali dalle lava strumenti

◊ Controllo dell’avvenuta pulizia dei dispositivi medici, attraverso gli  indicatori di lavaggio e il controllo dei parametri delle lavastrumenti.

◊ Assemblaggio degli strumenti nel rispetto delle chek list.

◊ Scelta del confezionamento più idoneo: fogli in TNT, container buste, e riscontro, tramite le chek list, degli strumenti da inserire nelle varie confezioni.

◊ Etichettatura dei dispositivi medici da sterilizzare per la tracciabilità del processo tramite sistema informatico o manuale.

◊ Trasporto dei dispositivi medici processati nel deposito sterile.

L’OSS con formazione complementare, oltre alle precedenti attribuzioni, conformemente alle direttive del personale infermieristico, nelle zone pulita e sterile dispone della facoltà di:

◊ Effettuare il caricamento delle autoclavi.

◊ Impostare e registrare il ciclo di sterilizzazione.

◊ Verificare la realizzazione del ciclo di sterilizzazione attraverso la stampa dei dati.

◊ Scarico dalle sterilizzatrici del materiale processato.

L’Operatore Socio Sanitario Specializzato è un collaboratore importante nelle Centrali di Sterilizzazione.

Dopo un periodo di formazione sul campo, si inserisce, di fatto, nell’organizzazione del processo di sterilizzazione.

E’ una nuova figura che può supportare validamente il professionista infermiere, integrandosi in un sistema complesso di “team work”

concorrendo, di fatto, con tutte le altre figure, al raggiungimento dell’obiettivo finale che è quello di fornire al cittadino utente un servizio di elevata qualità.

Reggio Cal. 10.02.2020                             Antonio Mancini

                                                   Coordinatore Centrale di Sterilizzazione

                                                          Grande Ospedale Metropolitano

                                                                   Reggio Calabria

L’EMPATIA ED IL RIMANDO EMPATICO NELLA RELAZIONE OSS PAZIENTE ANZIANO E BAMBINO MALATO _BOURNOUTL’EMPATIA ED IL RIMANDO EMPATICO NELLA RELAZIONE OSS – PAZIENTE ANZIANO E BAMBINO MALATO _BOURNOUT

L’empatia e’ l’atto attraverso cui ci rendiamo cui ci rendiamo conto che un altro un’altra e’ soggetto di esperienza come lo siamo noi,vive di sentimenti ,emozioni ,compie atti volitivi e cognitivi. Capire quello che sente, vuole e pensa l’altro ,e’ elemento di essenziale importanza nella convivenza  umana , in tutti i suoi aspetti,sociali,politici,morali.Di empatia e rimando empatico si parla in tutti i modi veramente i piu disparati.

La capacità di entrare in sintonia con i sentimenti piu’ intimi dell’altro,dalla gioia,al dolore,alla vergogna è la vera forza di un essere EMPATICO.

L’empatia e’una parola predestinata,sprigiona fascino ed al contempo pero’ puo’ suscutare imbarazzo.Risale alla radice greca pathien (patire soffrire) dalla quale derivano il termine italiano o quello inglese EMPATHY che rimanda al verbo tedesco fuhlen sentire .Ebbene sentire l’altro e’ questo che un bravo/a operatore socio sanitario dovrebbe fare quando si accosta al paziente.Ormai nei testi di formazione professionale per operatori socio sanitari ,sono dedicati capitoli,all’empatia al rimando empatico,ed al distacco emozionale,l’essere operatore socio sanitario,prevede una sorta di fusione tra le competenze tecniche e quelle empatiche.L’ascolto,la postura,lo sguardo,il tatto, il tocco,il sorriso ,sono elementi indispensabili per entrare in empatia con il paziente, sia se ci si trova a svolgere la propria attività in privato,o in una struttura ospedaliera.Soprattutto questo avviene quando l’oss è impegnato nel dedicarsi all’anziano, i doloreentrare dentro al suo mondo con senso di partecipazione concreto,ascoltare il ritmo le pause e anche il silenzio che è risonante, il rumore del respiro ,i borbottii del corpo serve ad entrare in empatia, e l’assistito si sente ,amato,protetto,accompagnato,farlo sentire parte integrante della relazione,è veramente importante per l’assistito.Diverso e piu’ ampio è l’accostamento al paziente bambino,li’ l’operatore entra in un mondo dove deve con garbo e gentilezza vivere un contesto familiare.In questo caso,l’operatore entra dentro il mondo del bambino stesso , ma l’entrare in empatia con l’intera famiglia.Con i sentimenti di rabbia di impotenza di dolore genitoriale ed oltre.Entrare in empatia ed avere queste caratterischiche èun esperienzio sanitario a incredibilmente forte .,che implica un umanizzazione del servizio socio sanitario importante ed ineludibile,essendo l’operatore socio sanitario chiamato a svolgere assistenza diretta alla persona e miglioramento delle condizionidi vita dell’assistito,del bambino e di tutto cio’ che lo circonda.

ecco perchè l’operatore socio sanitario oltre a focalizzarsi sui sintomi fisici,da anni ormai è preso in considerazione soprattutto per la parte empatica relazionale per essere di effettivo aiuto nel migliorare ed elaborare le emozioni del paziente correlate strettamente alla salute.

L’operatore vive emozioni, sentimenti relativi al contesto nel quale opera.Vivono molto spesso,l’ansia del contatto quotidiano con il paziente con la sofferenza di non riuscire a “guarirli”o aiutarli, e a volte questo senso di impotenza  porta loro a vivere dei contraddittori ed a entrare in burnout.

L’oss,come i medici gli infermieri ,gli psicologi,gli avvocati ,gli assistenti sociali ,gli io del fuocnsegnanti,i preti in missione ,i vigili del fuoco i polizziotti i carabinieri,operatori per l’infanzia sono categorie soggette al burnout, che lettealmente significa “BRUCIATO” prorio perchè esistono in questa professione elementi e fenomeni di affaticamento mentale e fisico ,delusioine,logoramento,tutti elementi che sfociano in improduttività,prostrazione e delusione e soprattutto disinteresse per la propria attività professionale tanto è il carico emotivo nella quotidianeità

Non basterebbero fogli per parlare del burnout, che si associa ormai allo stress da lavoro correlato ,il mio intento in queste poche righe è di mettere l’accento su questa professione nobile, ingentilita dalla capacità di entrare empaticamente nell’altro che fa’ dell’operatore socio sanitario una figura di assistenza e di supporto professionale di coscienzae responsabilitàdel progetto assistenziale rivolto alle persone.

 

Claudia Battaglia

counsellor relazionale